Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi.
--Giordano Bruno
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Facebook è forse il social network più famoso e frequentato della rete e la sua fama non si limita a coinvolgere solo la vita sociale della gente, ma arriva addirittura a strutturare ed a volte a condizionare le aule dei tribunali.
Vero è che la maggior parte degli utenti utilizzano facebook per mantenere o creare contatti o semplicemente per passare il tempo; vi sono però dei casi in cui la potenza del fenomeno non si limita a sconvolgere la vita privata della gente ma va molto oltre. A quanto pare fuori dagli Stati Uniti d'America Facebook ed i suoi contenuti sono stati impiegati come Atti di Notifica ritenuti validi nelle aule dei tribunali, fornendo ad avvocati e giudici materiale probatorio. In pratica, le informazioni lasciate in chiaro da un utente sul suo profilo hanno costituito evidenza probatoria.
In Australia ed in Nuova Zelanda:
Si riporta il curioso caso della Suprema Corte Australiana che ha ammesso l'utilizzo di Facebook per notificare un atto giuridico ad un individuo, a seguito di innumerevoli ed inutili tentativi effettuati nei modi classici, lettere raccomandate, avvisi e via dicendo.
Lo stesso è accaduto in Nuova Zelanda dove l'Alta Corte ha ammesso l'utilizzo di facebook come medium di comunicazione per rintracciare e notificare un atto giuridico ad un soggetto.
In America non ci sono ancora stati casi simili di utilizzo del social clouding per la notifica di atti giudiziari, i pubblici ministeri hanno comunque la possibilità di utilizzare materiale fotografico e video reperito su facebook come prova valida in giudizio. Per esempio facebook è stato utilizzato in molte cause di divorzio per provare la infedeltà di coniugi che evidentemente non si sono preoccupati di garantirsi un buon livello di privacy sulla face-nuvola. In altri casi facebook è stato utile per risolvere complicati casi di frodi assicurative, si pensi a chi per esempio lamenta una disabilità a seguito di un incidente automobilistico e poi venga visto saltellare ad una festa su un video disponibile su facebook, completo di data e ora. Le foto di un adolescente, figlio di genitori divorziati ed in causa per l'affidamento, possono essere molto utili, soprattutto se l'adolescente è ritratto mentre fa uso di droghe; viene facile dimostrare che il genitore che ne ha l'affidamento non sia all'altezza del ruolo educativo richiesto. Anche la guida in stato di ubriachezza è stata oggetto di contestazione grazie a foto e soprattutto video scovati su facebook e YouTube.
In alcuni casi il pubblico ministero ha creato delle vere e proprie presentazioni di power point per mostrare alla corte una sorta di fotocronaca di certi avvenimenti oggetto di indagine e poi di giudizio.
Insomma, quando si dice che la privacy è un concetto relativo ma una realtà assolutamente importante non si sbaglia; non bisogna mai dimenticare che non solo tutto quello che direte potrà essere utilizzato in giudizio contro di voi...ma anche tutto quello che metterete nei vostri profili. I vostri dati sono sulle nuvole, chiunque alzando gli occhi al cielo li può vedere, filmare, registrare, utilizzare contro di voi di fronte a un giudice.
C'è da meditare.
SW/225°
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